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Palline sul collo

🧐 "Dottore, ho sentito delle palline sul collo del mio bambino!" È una delle preoccupazioni più comuni tra i genitori: state accarezzando vostro figlio e, improvvisamente, sentite dei piccoli noduli mobili sotto la pelle. La paura corre subito a malattie gravi, ma lasciate che vi spieghi perché, nella stragrande maggioranza dei casi, quelle "palline" sono in realtà un ottimo segno. Quelle palline sono i linfonodi. Pensateli come le "caserme" del nostro sistema immunitario. Sono i luoghi dove i linfociti (i nostri soldati) vengono addestrati a riconoscere e combattere microbi, virus e allergeni. Perché si ingrossano? I linfonodi lavorano "su commissione". Se il bambino ha un raffreddore, un mal di gola o una banale infiammazione, i linfonodi vicini (spesso quelli del collo) aumentano di volume perché sono in piena attività produttiva. Possono restare palpabili per una o due settimane e poi ridursi gradualmente. Quando stare tranquilli? Se compaiono in concomitanza con un episodio infettivo (influenza, stomatite, varicella). Se sono mobili, di consistenza elastica e tendono a ridursi nel tempo. Se il bambino è vivace e mangia regolarmente. Quando approfondire? Sebbene le forme maligne siano rare, esistono dei segnali che richiedono un controllo medico più approfondito: Febbre persistente per oltre 10-15 giorni senza causa apparente. Stanchezza eccessiva e pallore marcato (anemizzazione). Sanguinamenti anomali o comparsa di lividi (carenza di piastrine). Linfonodi che continuano a crescere senza mai sgonfiarsi per molte settimane. In assenza di questi sintomi, ricordate: i linfonodi gonfi ci dicono che il corpo di vostro figlio sta imparando a difendersi. È il sistema immunitario che fa il suo dovere! Questa pagina è curata da Giuseppe Varrasi e Maria Elena Lorenzetti, specialisti in Pediatria. #dottorBeppe #iPediatri #SaluteBambini #Pediatria #Linfonodi #Prevenzione #GenitoriInformati